mercoledì 27 novembre 2013

Le 10 commesse che non vorresti mai incontrare


Che molte commesse in profumeria ne sappiano meno di noi non è una novità, anzi, è ormai una realtà con la quale spesso conviviamo senza troppi problemi.
Più che con le commesse, bisognerebbe prendersela con chi le assume, perchè evidentemente queste persone non offrono nessun programma di apprendimento a queste persone che non cercano altro che un dignitosissimo lavoro, come tutte noi!
In Italia quindi la competenza delle commesse di profumeria è fortemente legata all'esperienza e alla passione della commessa in sè, e non alla profumeria da dove compriamo. Mi spiego meglio: non è che se vado da Douglas le commesse mi sanno spiegare meglio che tipo di fondotinta dovrei usare rispetto a una commessa di Acqua&Sapone. Mi è successo esattamente il contrario più e più volte! Nonostante tutta la mia solidarietà, bontà, rispetto e disponibilità nei loro (vostri!) confronti, alcune di loro le vorrei davvero strozzare.

Mi è capitato spesso di ritrovarmi delle commesse gentili e/o preparate, ma mi è capitato altrettanto spesso di imbattermi nelle commesse più invadenti, odiose, incompetenti, acide e tirchie della storia.
Da qui l'idea di farvi un post in cui concentrare le tipologie di commesse peggiori con cui io abbia mai avuto a che fare finora. Vi assicuro che benchè i miei toni siano chiaramente e volutamente ironici (o almeno ci si prova) tutto ciò che leggerete è vero, basato su esperienze realmente accadute, dialoghi realmente avvenuti che io vi riporto pari pari perchè mi si sono francobollati nel cervello. Partiamo.

La Snob
Ce ne sono di due tipi.
1- La Snob e basta - La presentazione dice tutto, qualunque frase inizia con "adesso sta andando tantissimo questo blablabla di Ysl, Chanel, Dior ecc". Al tuo "no questo non mi piace molto", lei "ma guarda che questo sta andando tantissimo, come fa a non piacerti", e ricomincia a ripresentarti tutto ciò che "sta andando tantissimo" anche se tu non glielo hai chiesto. Le parole più pronunciate da una commessa snob sono, infatti, "sta andando tantissimo".
Un altro elemento che le rende riconoscibili è che anche se il 95% della profumeria è adibito a qualunque altra azienda, loro vi consiglieranno sempre i prodotti più cari in assoluto perchè tutto il resto è noia. Alla domanda: sto cercando un eyeliner decente ad un prezzo abbordabile la risposta è un ghigno di disapprovazione seguito da un "cerca lì".
2 - La Snob purosangue - molto tipico delle commesse che lavorano nel proprio negozio: i loro prodotti e i loro metodi sono i migliori sulla faccia della terra. Ne ricordo una in particolar modo che mi invita a una giornata trucco nella sua profumeria. Io le chiedo di cosa si tratta più precisamente e lei mi dice che semplicemente si tratta di una seduta di trucco in cui lei mi avrebbe truccato con i suoi prodotti. Ora, LEI era truccata così: matita nera solo sotto l'occhio completamente sciolta, ombretto sulle occhiaie, ciglia piattissime, labbra secchissime. Fine del trucco. Io penso tra me e me: ok, magari ha avuto una brutta giornata e per questo è così, magari in realtà è brava. Ma non ho il tempo di finire di formulare questo pensiero che subito segue la sua frase che mi toglie tutti i dubbi: "tanto se lo fa quella cretina di Clio figurati io che ti posso fare che sono molto più brava a truccare, come questo smokey che ho realizzato oggi su di me", tutto questo ridendo e scherzando come se non stesse offendendo senza nessun motivo una persona (a prescindere dal fatto che fosse Clio che di certo non se la caga proprio a questa tizia). Così pur non mascherando la mia espressione sconcertata, timidamente mi appropinquo alla porta per non rimettere piede mai e poi mai più in questo posto.

La Frettolosa/Ansiogena
"Ciao stavo cercando un rossetto sul corallo con un finish lucido e . . ."
"Ah si abbiamo questo che sta vendendo molto è carino lo metti così . . ."
"Grazie, si è molto bello in effetti"
"Ok allora te lo metto sulla cassa, puoi andare a pagare lì"
"Ma. . . aspetta, io non ho detto che voglio comprar . . "
Nel frattempo la commessa alla cassa stava già per battere lo scontrino, fortunatamente riesco a fermarla in tempo, ma potrebbe non andarmi bene la prossima volta. Mai scherzare col fuoco, e soprattutto con la commessa ansiogena.

Quella che la prende sul personale
Avete mostrato alla cliente mezzo negozio, vi siete swatchate la faccia, le braccia, le COSCE, ma la cliente non ha trovato quello che cercava. Per questo ci siete rimaste male, così la guardate con gli occhioni per dirle "eddai prendi qualcosa" per cercare di indurle il senso di colpa e non sentire di aver lavorato inutilmente. Ho una notiziona per voi: voi lavorate a prescindere da se la cliente compra o meno, è il vostro ruolo, quindi non c'è proprio un bel niente per cui prendersela!
fonte
Non ha trovato quello che cercava? Fine del discorso, non è una cosa che vi deve toccare emotivamente. E se non riuscite a farlo, purtroppo il problema è vostro, fatevene una ragione, siete voi che non dovete prendervela, non la cliente che deve per forza comprare! Un conto è offendere sul serio, se una cliente vi offende dandovi della stupida, ad esempio, fate bene a prendervela perchè ce l'ha evidentemente con voi come persona, ma un altro conto è NON trovare un oggetto: stiamo parlando di OGGETTI.
Non comprare un prodotto da voi consigliato (o meno) non è un offesa alla vostra persona. Il perchè non conta! Che sia perchè è la cliente troppo rompi, o voi che non le avete mostrato abbastanza, non è importante: se una persona non compra, non deve sentirsi in colpa per nessun motivo nè voi avete il diritto di indurre sentimenti di frustrazione per costringere la cliente a comprare. Se pensate che sia una tattica vincente vi sbagliate di grosso, magari ci siete riuscite una volta, ma alla seconda volta la cliente non verrà più!

La Tirchia
Con lei abbiamo avuto tutte a che fare. La riconosci quando:
- le chiedi di farti sentire un profumo e lei ti offre mezzo spruzzo su un cartoncino (che non ha neanche centrato). Così SICURAMENTE puoi capire se ti piace o no. Si. Quelle che mi fanno impazzire sono le commesse che i profumi li spruzzano su di sè per farteli sentire.
- le chiedi un campioncino e per l'ottava volta ti dice che non c'è perchè il fornitore non li ha dati, la volta successiva perchè sono finiti, poi perchè hai una carnagione che non si intona ai riflessi della confezione del profumo del campioncino (eh!?).

La Zorra
Questa è una di quelle che più odio perchè mentre le altre le riesco a gestire, la zorra è colei dinanzi alla quale io soccombo più spesso.
La "zorra" è quella che, come Zorro, lascia il segno. DOVUNQUE.
La prima volta che ci ho avuto a che fare ero da Limoni a comprare un prodotto che pensavo fosse una crema corpo, ma una volta a casa mi resi conto che era una specie di acqua per il corpo perchè aveva uno spray. Essendo lo spray sigillato, chiaramente potevo cambiarlo. Era evidente che non era mai stato aperto. Così tornai in negozio e chiesi di cambiarlo.
Dopo aver subito un interrogatorio in cui sostanzialmente mi si poneva in modi diversi la stessa domanda cioè "perchè lo vuoi cambiare?" e io costantemente ho risposto "perchè non avevo letto bene di cosa si trattasse e non fa per me", la commessa mi prende dalle mani il prodotto, e io, convinta che lo facesse per cambiarlo, glielo lascio fare. Quello che segue è tutto vero. Non me lo dimenticherò mai.
Di fronte a me e come se nulla fosse, toglie la sicura allo spray, si spruzza addosso il prodotto, se lo spalma e mi fa "hai visto, è comunque idratante, va bene come crema corpo!"
Io sconcertata le dico "guarda che io sono qui perchè lo voglio cambiare non per sapere se idrata o no!"
"Non puoi perchè è usato"
"Ma non l'ho usato io, lo hai usato soltanto tu adesso, io te l'ho riportato integro"
"E ma come facciamo a saperlo"
"C'era la sicura, la sicura che tu hai staccato. Dovevi saperlo eccome"
"Ma magari l'hai riattaccata tu la sicura, io come faccio a saperlo"
"Lo sapevi per forza perchè bisognava tirare via un cordoncino di plastica per sbloccare lo spray" era evidente che non era nulla che si poteva riattaccare, ma lei imperterrita e come se non avessi detto niente
"Ma adesso è facile dire che non lo hai usato ora che l'ho staccato io, così non posso controllare che l'avevi usato tu".
"Si invece, prendi il beccuccio della sicura, riprova a riattaccarla, di fronte a me"
"No ormai l'ho buttato nella spazzatura e non voglio mettere le mani lì".
Devo continuare? Preferisco di no per non urtare la sensibilità delle più piccole e delle più religiose. Sul serio.
Insomma: non solo non mi ha voluto cambiare un prodotto assolutamente nuovo e mai usato, ma è riuscita anche a rigirare la frittata facendo finta di averlo usato solo perchè pensava che l'avessi usato io. Io spero che l'abbiano licenziata, con tutto il cuore. Già il lavoro in Italia è quello che è, poi lo danno a questi individui.
Questo è stato un caso grave ovviamente, ma la zorra in realtà è sempre dietro l'angolo e spesso e volentieri appare quando meno te lo aspetti in circostanze tipo:
"Scusi ma come posso provare quello smalto prima di comprarlo per vedere com'è?"
"Ora te lo faccio vedere sull'unghia/scotch"
"Ah grazie, ma quindi c'è il tester, non lo avevo trovato!"
"No non c'è, questo è lo smalto normale, quello nuovo, in vendita"
"Ma se lo usi in questo modo non è più nuovo"
"Ma posso fartelo vedere solo così".
In poche parole dove lavora una zorra non sai mai se un prodotto che compri è stato già aperto in precedenza, quindi non sai mai se compri un prodotto usato o no. Questo è grave soprattutto per una questione di igiene!

La Tamarra anni 90
Un grande classico. Esiste anche la versione anni '80, ma io preferisco parlarvi quella anni '90 sia per una questione affettiva, visto che li ho vissuti, sia perchè è più frequente: rigorosamente vestita di leopardato, anche solo un dettaglio, ma qualcosa di leopardato lo deve avere (e se non si vede, vuol dire che son le mutande), i capelli biondi o nero corvino.
Le unghie son talmente lunghe che non si può parlare di mani con unghie ma di unghie con mani, matita contorno labbra marrone abbinata a rossetto bianco perla coprentissimo e perlatissimo, otto chili di terra, un litro di mascara, se fa i grumi è meglio, illuminante ovunque al posto della cipria. 
Queste commesse in realtà sono assolutamente innocue e spesso anche molto gentili!
Il problema sorge quando vi affidate ai loro consigli per truccarvi.
Vi prego non fatelo. Non sembrerete Rihanna alla fine, ve lo garantisco.


La Seppia
Un altro grande classico. So che ci sono delle regole per le quali bisogna in qualche modo tenere
d'occhio le clienti che girano per il negozio, e bisogna farlo perchè c'è chi ruba, ma bisogna anche saperlo fare.
 La seppia è colei che, dovunque guardi, la trovi. Ti abbassi un attimo per prendere un prodotto, alzi la testa verso lo specchio e te la trovi alle tue spalle.
C'è anche la variante "furba" cioè la seppia che fa finta di fare altro, tipo sistemare make up, ma con la coda dell'occhio ti guarda.

La Scommettitrice Dipendente
Ovvero colei che alla domanda "mi consigli un mascara volumizzante o più allungante" va in panico perchè non sa cosa risponderti, e invece di dirti "non lo so" o frasi di circostanza tipo "cerca in base alle tue esigenze", tira completamente a indovinare consigliandoti un prodotto che non ha mai
provato prima e non ha la più pallida idea di cosa faccia. Se ha azzeccato e a casa vi rendete conto che il prodotto è buono, tutto ok, se non ha azzeccato, vi rendete conto di esservi imbattute nella scommettitrice dipendente, ma ormai è troppo tardi. Chiaramente la scommettitrice occasionale è anche possibile, ma è la dipendente il problema perchè anzichè tentare di imparare qualcosa, continua a tentare la fortuna a vita, a scapito nostro. Che almeno vincesse qualcosa!

La Apocalittica
Cioè quella commessa che, vuoi perchè non sa cosa dirti o perchè non ha quello che cerchi, ti propone uno scenario di morte e desolazione, perchè quello che cerchi NON ESISTE, non lo TROVERAI MAI E POI MAI, convinte che dicendoti così ti arrenderai nella tua ricerca e comprerai quello che vogliono farti comprare.
Purtroppo per loro sono anche le più facili da riconoscere, quindi ovviamente quello che cerchi lo trovi alla prossima profumeria.

Voglio essere onesta: ho il massimo rispetto per chi lavora in profumeria e lungi da me il voler offendere qualcuno che possa essersi ritrovato in una di queste situazioni, tuttavia da cliente sento di dover sottolineare che almeno dalle mie parti la probabilità di trovare una commessa decente (cioè competente, gentile ed educata) non è affatto alta. Benchè queste situazioni possano sembrare comiche, in realtà quando le ho vissute erano quasi tragiche perchè in questi casi siamo noi che compriamo a rimetterci in denaro e pazienza.

Se vi va di raccontarmi di vostre esperienze del genere, sarei felice di leggere! Vorrei capire se sono io quella sfigata o se più o meno la situazione è così dovunque. Alla prossima!

1 commento:

  1. eh di commesse gentili ce ne sono proprio pochine, anche a me non piace quando voglio provare un profumo e me lo spruzzano su un cartoncino perchè io vorrei poterlo provare con calma il profumo, indossarlo per qualche giorno e capire se mi fa impazzire...quello che non vogliono capire è che i campioncini di profumo sono per le clienti non per loro che riempiono buste giganti e le danne a parenti e amici...posso capire che essendo una commessa di una profumeria venga voglia di prendere qualche campione ma dovrebbe essere sono una minima parte...piacere sono nuova, se ti va iscriviti al mio blog e farò altrettanto con te. ecco il link http://torella88.blogspot.it/ grazie

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